..surreale. Catapultati dentro le viscere di un dialogo dal fascino, a tratti stregonico, del mitico pianista cubano Sosa con lo straordinario trombettista jazz Fresu, un pubblico rapito dalla loro musica come in una pozione magica. Un viaggio sospeso tra l’etnia afro-cubana d’antiche memorie e la liricità creativa di un jazz contemporaneo ma sardo di nascita. Con “Promise” questo il titolo dell’album, i due musicisti suggellano definitivamente un percorso musicale di scambio e arricchimento reciproco con un tour dai toni caldi, ammalianti e sperimentali nell’esternazione della propria singolarità espressiva a tratti elettronica. Tra raffinati virtuosismi stilistici e improvvise virate d’improvvisazione jazz il duo Sosa-Fresu ha letteralmente cullato il suo pubblico nella splendida cornice del Belvedere di villa Rufolo a Ravello festival. Un appuntamento con la musica che nuovamente ha travalicato confini,storie, culture e sonorità per una pura immersione nell’inatteso surreale in musica. Spiritici lamenti di lontano si mescolavano piacevolmente al soave suono riprodotto dei fiati del maestro Fresu come in un gioco di commistioni alchemiche e quasi immediate, “stranamente” spontanee. Di certo una combinazione quasi astrusa ma che funziona e molto bene anche quando giunge con estrema eleganza ai limiti di un rinnovato Miles Davis.

Omar Sosa e Paolo Fresu
Delirio e partecipazione per una mescolanza e una fisicità del tutto nuova e stravagante. L’apparente piccola mole del Fresu ripiegato, a piedi nudi, sulla sua tromba, fiancheggiava la prestanza corporea del Sosa quasi in un gioco d’alternanze speculari che fondendosi l’una dentro l’altra parevano partorire un altro spirito, quello nuovo, quello della loro musica, quello di “Promise”. Un’avventura nuova e una sperimentazione a confronto che grazie alla forza del potere espressivo della sola musica ha narrato silenzi e parole d’oltre ogni geografia, idiomi e categorie, stili e culture per incontrarsi su nuove strade dell’anima, quella universale. Santeria e menhir insieme, mescolati come uniche facce di mille volti racchiusi, purtroppo, in soli 90’. In un’unica sferzata di coraggio espressivo un tuffo nella musica onirica, quella che viaggia, quella vera, quella profonda, connaturata solo nei grandi spiriti. ..Mentre intanto prosegue il tour di Omar Sosa e per saperne di più visitare il sito: www.cartadamusica.it
Anna Stromillo








