Home > Recensioni > Peppe Voltarelli – “Ultima notte a MalàStrana”

Peppe Voltarelli – “Ultima notte a MalàStrana”

Un biglietto di A/R, una terra lontana, eppure così vicina;.. strisciante fin dentro le ossa.
Peppe Voltarelli..scorre come sangue nelle vene “Ultima notte a MalàStrana”. Come ossessivi e reiteranti canti d’emigrazione si susseguono come in un tumulto le sue note, arrabbiate, malinconiche,
sussurrate, ironiche e sbeffeggianti . Peppe Voltarelli è al suo terzo disco da solista e, dopo il primo “Distratto..ma però” e il successivo grande live “Duisburg, Nantes, Praga”, nuovamente una quadratura del cerchio. Un disco sincero e appassionato che, attraverso una nuova e accattivante ricerca stilistica e melodica, ri-percorre tutti gli anni di musica vissuti, tutti i luoghi osservati, le facce incontrate, tutti i colori e i sapori inespressi e li ri-coniuga con talentuosa espressività contemporanea. Brani come “Il Paese dei ciucci”, “Stà città”, “Gli anarchici”, in omaggio al grande Leo Ferrè ed intepretata al fianco di Enriquez, oltre a “Iamavanti” che apre e chiude l’intero CD e la stessa “Ultima notte a Malàstrana”, che dà il titolo all’album, risuonano come icone di un grande unico messaggio, l’orgoglio delle proprie radici esportate, arricchite e ritornate in patria.

Un viaggiatore che a tratti pare non essersi mai spostato di lì, nonostante sparse tracce di memoria idiomatiche si mescolino ancora, ma quasi come veicolo primo, di un unico grande bisogno: esserci, con coraggio e fierezza storica. Attraverso la sua scelta musicale d’essere un cantastorie dallo spirito europeo attinge con semplicità ed eleganza a rarefatte atmosfere andaluse, mitteleuropee, folk-mediterranee ed al tempo stesso ad un sorprendente swing, in “Scarpe rosse impolverate” per ri-coniugare un viaggio, il suo. Prestigiose le collaborazioni che impreziosiscono inoltre il suo cammino cantautorale da Finaz della Bandabardò a Roy Paci, Sergio Cammariere e Pau dei Negrita in occasione del suo “Distratto ma però”, distribuito inoltre sino in Canada, Stati Uniti e Messico ed aver ricevuto numerosi riconoscimenti cinematografici per il film “Fuga dal Call Center”.

Peppe Voltarelli ha saputo negli anni da “Il Parto delle nuvole pesanti” in poi passare con grande agilità dal cinema al teatro, passando per la narrativa e ritornare alla musica: lo ha fatto con grandissima verve interpretativa anche nella recente ed. del Concerto del I Maggio in P.zza S.Giovanni dove con inequivocabile maestria ci ha regalato un’indimenticabile versione di “Malarazza” e “Onda Calabra”. Quest’ultimo suo lavoro rappresenta decisamente un passo in avanti, nella maturazione del suo percorso di ricerca, e nella sintesi espressiva verso la quale sembra essersi orientato. Un disco asciutto, ben fatto, originale e testimone di una creatività rinnovata nell’attuale panorama musicale. Insomma una bella novità discografica, da ascoltare e suggerire, per far bene e.. riflettere.

Anna Stromillo

Clicca qui per avviare il player e ascoltare l’intervista

  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...