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Posts Tagged ‘silvio talamo’

Willy David presenta: Virus Vitale

26 giugno 2009 Nessun commento

Ritorna la creatività e l’orientamento formativo in un grande progetto discografico. Willy David, il Re del Neapolitan Power punta nuovamente sul territorio e con un progetto di inediti assoluti. Valorizzazione artistica e culturale orientata a coloro che sino a ieri erano semplicemente “emergenti di talento”.

Ma quando il talento non basta e occorre positività, rigore, energia e metodo ecco il “Virus Vitale”. Una proposta progettuale che combatte l’endemico senso di rassegnazione partenopeo e “lancia” nuovi talenti. Assente dalla scena discografica italiana dal lontano ’93 per aver preferito l’Havana, Cuba, e Rio de Janeiro, con numerosi progetti di stampo internazionale, Willy David sembra accettare la sfida: sviscerare i meandri dell’appiattimento creativo per cercare nuovamente vita e restituire dignità musicale a questa città che oltre alla imperversante linea neo-melodica pare riservare ancora tanto di più.

Con una raccolta “Manifesto” dal titolo appunto “Virus Vitale” ( Costaest ed.) è di prossima uscita un CD di venti inediti con ben 10 protagonisti della scena partenopea contemporanea. Oscillando tra il rock, il pop, il blues, il funky e la free-music un esempio di grande coraggio artistico e produttivo. Inizia quindi il conto alla rovescia per l’uscita della prima sezione in compact-disc dei primi cinque selezionati a cui seguirà in ottobre l’ufficiale completa presentazione ed in una versione di assoluto prestigio per un autentico esempio da collezione.

Mentre intanto il progetto del “folle passeggero willy” continua, riservando grosse sorprese per il 2010 durante il quale un nuovo cd invaderà il mercato e con altri 10 artisti, peraltro già al lavoro in sala, è gong d’inizio tour per i primi cinque grandi artisti. La “Costaest” che immetterà sul mercato ben venti giovani talenti nell’arco di un solo anno sembra intanto ripercorrere le orme della mitica “Motown” di Detroit con la musica nera. Registrato a Napoli presso la “Starlightstudios” e masterizzato a New York ad opera dello “Sterling-Studio” questa operazione discografica rappresenta sì una sfida, ma concepita endemicamente all’opposto di ciò che erroneamente naviga intorno alla musica, “Virus Vitale” vuole e sarà solo la dimostrazione che la buona musica, ben “concimata ed arricchita di sani fertilizzanti” così come nell’ordine naturale della vita, viaggia e arriva lontano, molto lontano da qui..!

Anna Stromillo

Presenti nella raccolta Virus Vitale gli artisti:

  • Kapafreska
  • Claudia Sorvino
  • Silvio Talamo
  • Senza Legge
  • Tribu


Silvio TalamoSilvio Talamo

5 giugno 2009 Nessun commento

In una location sospesa tra la dimensione post-avanguardistica sperimentale ed un open-space teatro, come l’Arte-Garage di Pozzuoli, è stato spettacolo. Silvio Talamo live, con il suo progetto “Canzoni fatte a giro”. Un concerto intimista e ricercato coniugato al suon di parole e sonorità retto molto bene ed espresso, come quasi un assurdo dialogico, in un concept artistico tra una loop e le sue inimitabili sperimentazioni vocali. Come in un sonno profondo canti, suoni e atmosfere rarefatte ed incisive al tempo stesso, hanno letteralmente inchiodato alle sedie il folto pubblico e decretato un successo di una proposta in musica che di “emergenza” sembra ormai conservare davvero poco. A partire delle sue numerose esibizioni nei locali più rinomati e trendy del suo genere a passare per il recentissimo palco dell’ultima edizione del “Rock’in 2009” al Palaeden e giungere al suo conclamato successo spagnolo, Talamo sembra proprio aver travalicato per l’originalità del suo progetto e la singolarità della sua stessa modalità espressiva ogni necessità d’appartenenza di categoria. Un concerto ben concepito e ben strutturato nei tempi e nella cosiddetta “canonica” suddivisione in scaletta dei brani. Estremamente empatico riesce nel suoi live a sentire il pubblico e rispondergli in un alternato gioco di impulsi e r-impulsi adrenalici. Le sue performance giocano sulla infinita ripetizione di una nota cercata all’occorrenza che diviene il leit-motive dell’intero percorso d’esibizione e mantiene sempre alto lo strettissimo legame con chi lo ascolta senza mai intanto perdere di vista quelli che sono da sempre i suoi contenuti, lo svuotamento della pura essenza, la confusione comunicativa e la restante necessità di una sfera colloquiale onirica, pura ed autentica. Tra i suoi immancabili brani cult come “Traffico” e “La mia Casa è Babilonia” Talamo non si è lasciato scappare, sempre a suo modo qualche omaggio, coniugato qua e là al grande Bob Dylan o all’incommensurabile Bob Marley collegandosi sempre in quadratura di cerchio con ciò da cui si sente maggiormente rappresentato, la sua loop ed il suo straordinario virtuosismo vocale. Naviga il Talamo, tra le sue canzoni e la sua musica così come tutta la musica, quella che “gira intorno..” e quella che non riesce a farlo, dovrebbe poter fare e soprattutto in spazi adeguati alla sua sola dignità e al suo puro ascolto. L’Arte-Garage, in qualità di ospite ben gradito di questa musica, ha intanto dimostrato d’essere non solo spazio funzionale d’arte e spettacolo ma anche quel giusto contenitore d’ascolto ricercato ed elitario adeguato a un Silvio Talamo e al suo “::giro..”.

Anna Stromillo

Intervista a Silvio TalamoSilvio Talamo Interview

5 giugno 2009 Nessun commento

Un rock contaminato, una voce inconfondibile e una vera filosofia dell’essere. Nei testi un gioco riprodotto all’infinito e una ricerca progettuale che cammina da sé su di un volto profondo e un sorriso aperto. Con “Canzoni fatte a giro” parliamo di Silvio Talamo, cantautore partenopeo tra i più interessanti del panorama contemporaneo che del rumore e di un rinnovato metalinguaggio ha fatto una sua linea di identificazione artistica anche se non ama essere definito in alcun modo. Ma intanto, ed in forma piuttosto elitaria parla molto di sé e di ciò che significa il suo vivere in musica ma sempre in compagnia della sua metà espressiva, un’irriducibile loop-station.

Silvio nella composizione d’autore che significato ha la tua esigenza di riprodurre suoni?

“ Innanzitutto significa creatività ed improvvisazione poiché quando prendo una nota e sulla stessa ne ricavo una riproduzione modificata ci canto su moltiplicando all’infinito la struttura musicale ed ogni volta è come se la sua stessa esecuzione cambiasse proprio nella linea espressiva”.

Parlando di sonorità e sperimentazione non è immediatamente palese la ricerca testuale che tu invece porti avanti con molta ricercatezza, in che modo crei questa sintesi?

“Ma, giocare con la voce e attraverso di essa è qualcosa di molto antico che va dai canti africani sino alle mille etniche sonorità anche del sud-italia ma quello che io porto avanti è un discorso che ruota soprattutto intorno alla suddivisione minimale dell’espressività che soltanto dopo vado ad addizionare come in un autentica ricerca di un nuovo messaggio”.

Nel tuo brano “Traffico” ad esempio, dove giochi proprio con la moltiplicazione del rumore schiacciante della nostra contemporaneità, qual è il tuo messaggio?

“E’ ciò che potrebbe essere riconosciuta un po’ come una mia tematica ricorrente e cioè l’accusa verso la supervorticosa proliferazione del senso che inevitabilmente genera uno svuotamento esistenziale nel mondo occidentale che allontana tutti sempre più dalla propria memoria storica”.

“Senza memoria” è un brano che parla di questo infatti..

“Si ma soprattutto nel senso che noi, figli della plastica, assistiamo alla distruzione quasi senza proferir parola ma per un’ ineluttabile legge naturale stiamo inconsapevolmente creando i presupposti per una rinascita”.

Visione ottimistica della vita, perché sei stato riconosciuto un po’ come filosofo del nuovo rock “underground”?

“Ottimismo o romantica predisposizione esistenziale io sono certo di poter vedere almeno una volta quel fantomatico “raggio verde” in quell’ infinitesimale attimo di congiunzione tra la fine e l’inizio. Per ciò che riguarda la filosofia poi probabilmente è dovuto al fatto che più volte ho tenuto laboratori di sperimentazione sulla parola musicata presso la Fed. II alla cattedra di Filosofia morale con il Prof. Giuseppe Ferraro. Sull’underground, al di là di qualunque possibile accostamento alla new-age che non prediligo, è solo il contatto con la terra che amo e non altro”.

Anna Stromillo