Archivio

Posts Tagged ‘jazz’

..come sospeso tra più fusion mediterranee

28 luglio 2009 Nessun commento

…un concerto empatico e misterico come nell’autentica tradizione tunisina ma abbigliata in jazz. Dhafer Youssef q.tet si è fermato alla xv ed. di Ethnos, diretto da Gigi Di Luca, a Villa Bruno di San Giorgio a Cremano. In un’atmosfera rarefatta come di suoni atavici, d’origine, a tratti, fetale, si mescolava l’altisonanza e la sofisticata ricercatezza elettronica e jazz per una commistione simbiotica d’occidente/ d’oriente. Il sound della musica sufi ben mescolata a un’esigenza di contemporaneità non ha stravolto la peculiare capacità espressiva di Youssef che, attraverso il suo connaturato rapporto tra la sua voce e il oud tradizionale, ha mantenuto ferme le sue radici incontrando i suoi meravigliosi amici proprio a metà strada. Difficile la combinazione, laddove l’infinita capacità espansiva e metaforica dei suoi suoni d’origine, caldi e immediati avrebbero potuto cedere alla solida e “mediata” tentazione jazz, a tratti divenuto free-jazz e invece, tranne che in qualche sporadico istante, questo non è avvenuto, lui ha mescolato alla perfezioni origini, ritmi e culture diverse, insieme.

Dhafer Youssef q.tet

Dhafer Youssef q.tet

Interprete da anni di questa operazione artistica Dhafer ha praticamente da sempre esplorato la sintesi musicale operata nel connubio tra culture a confronto ed in questa occasione, con l’ausilio di un pubblico appassionato del genere e soprattutto duttile e preparato a questi esempi di world-music, ha fatto nuovamente centro. Evocazioni mediterranee ed assoli di incalzanti percussioni hanno accompagnato il suo percorso i note in un live di eccellente qualità espressiva. La sua vivace solarità comunicativa ha reso inoltre fortemente aggregante l’esibizione live donando allo spettacolo quella comunione spirituale in più tale da impreziosire anche la sua stessa magia musicale. Come acqua che sgorga da rocce sperse in un lontano miraggio “desertico” Dhafer ha illuminato gli animi, colmato i suoi vuoti apparenti, ripristinato uguaglianze e identità, mentre lo accompagnavano Tigran Hamasyan al pianoforte, Chris Jennings al basso, Mark Giuliana alla batteria e la sua “irriducibile” e meravigliosa sufi-music.

Anna Stromillo

Una contaminazione spirituale in note per un effetto..

28 luglio 2009 Nessun commento

..surreale. Catapultati dentro le viscere di un dialogo dal fascino, a tratti stregonico, del mitico pianista cubano Sosa con lo straordinario trombettista jazz Fresu, un pubblico rapito dalla loro musica come in una pozione magica. Un viaggio sospeso tra l’etnia afro-cubana d’antiche memorie e la liricità creativa di un jazz contemporaneo ma sardo di nascita. Con “Promise” questo il titolo dell’album, i due musicisti suggellano definitivamente un percorso musicale di scambio e arricchimento reciproco con un tour dai toni caldi, ammalianti e sperimentali nell’esternazione della propria singolarità espressiva a tratti elettronica. Tra raffinati virtuosismi stilistici e improvvise virate d’improvvisazione jazz il duo Sosa-Fresu ha letteralmente cullato il suo pubblico nella splendida cornice del Belvedere di villa Rufolo a Ravello festival. Un appuntamento con la musica che nuovamente ha travalicato confini,storie, culture e sonorità per una pura immersione nell’inatteso surreale in musica. Spiritici lamenti di lontano si mescolavano piacevolmente al soave suono riprodotto dei fiati del maestro Fresu come in un gioco di commistioni alchemiche e quasi immediate, “stranamente” spontanee. Di certo una combinazione quasi astrusa ma che funziona e molto bene anche quando giunge con estrema eleganza ai limiti di un rinnovato Miles Davis.

Omar Sosa e Paolo Fresu

Omar Sosa e Paolo Fresu

Delirio e partecipazione per una mescolanza e una fisicità del tutto nuova e stravagante. L’apparente piccola mole del Fresu ripiegato, a piedi nudi, sulla sua tromba, fiancheggiava la prestanza corporea del Sosa quasi in un gioco d’alternanze speculari che fondendosi l’una dentro l’altra parevano partorire un altro spirito, quello nuovo, quello della loro musica, quello di “Promise”. Un’avventura nuova e una sperimentazione a confronto che grazie alla forza del potere espressivo della sola musica ha narrato silenzi e parole d’oltre ogni geografia, idiomi e categorie, stili e culture per incontrarsi su nuove strade dell’anima, quella universale. Santeria e menhir insieme, mescolati come uniche facce di mille volti racchiusi, purtroppo, in soli 90’. In un’unica sferzata di coraggio espressivo un tuffo nella musica onirica, quella che viaggia, quella vera, quella profonda, connaturata solo nei grandi spiriti. ..Mentre intanto prosegue il tour di Omar Sosa e per saperne di più visitare il sito: www.cartadamusica.it

Anna Stromillo

Claudia Cantisani – Show-case

24 febbraio 2009 1 commento

Direttamente dal palco di “Effetto SabatoClaudia Cantisani.

Uno show-case d’anteprima sul suo nuovo progetto Il fantastico mondo delle pescherie.

Una canzone d’autore d’origine lucana che travalica i confini del jazz e dello swing coniugando in sè sonorità contemporanee mescolate ad una personalissima esigenza di contaminazione linguistica e vocale.
Tra immagini, musica e parole un breve spaccato di ciò che promette il suo imminente gong d’esordio discografico.

Prossimi spettacoli

Riferimenti:
Claudia Cantisani – websitemyspace