In una location sospesa tra la dimensione post-avanguardistica sperimentale ed un open-space teatro, come l’Arte-Garage di Pozzuoli, è stato spettacolo. Silvio Talamo live, con il suo progetto “Canzoni fatte a giro”. Un concerto intimista e ricercato coniugato al suon di parole e sonorità retto molto bene ed espresso, come quasi un assurdo dialogico, in un concept artistico tra una loop e le sue inimitabili sperimentazioni vocali. Come in un sonno profondo canti, suoni e atmosfere rarefatte ed incisive al tempo stesso, hanno letteralmente inchiodato alle sedie il folto pubblico e decretato un successo di una proposta in musica che di “emergenza” sembra ormai conservare davvero poco. A partire delle sue numerose esibizioni nei locali più rinomati e trendy del suo genere a passare per il recentissimo palco dell’ultima edizione del “Rock’in 2009” al Palaeden e giungere al suo conclamato successo spagnolo, Talamo sembra proprio aver travalicato per l’originalità del suo progetto e la singolarità della sua stessa modalità espressiva ogni necessità d’appartenenza di categoria. Un concerto ben concepito e ben strutturato nei tempi e nella cosiddetta “canonica” suddivisione in scaletta dei brani. Estremamente empatico riesce nel suoi live a sentire il pubblico e rispondergli in un alternato gioco di impulsi e r-impulsi adrenalici. Le sue performance giocano sulla infinita ripetizione di una nota cercata all’occorrenza che diviene il leit-motive dell’intero percorso d’esibizione e mantiene sempre alto lo strettissimo legame con chi lo ascolta senza mai intanto perdere di vista quelli che sono da sempre i suoi contenuti, lo svuotamento della pura essenza, la confusione comunicativa e la restante necessità di una sfera colloquiale onirica, pura ed autentica. Tra i suoi immancabili brani cult come “Traffico” e “La mia Casa è Babilonia” Talamo non si è lasciato scappare, sempre a suo modo qualche omaggio, coniugato qua e là al grande Bob Dylan o all’incommensurabile Bob Marley collegandosi sempre in quadratura di cerchio con ciò da cui si sente maggiormente rappresentato, la sua loop ed il suo straordinario virtuosismo vocale. Naviga il Talamo, tra le sue canzoni e la sua musica così come tutta la musica, quella che “gira intorno..” e quella che non riesce a farlo, dovrebbe poter fare e soprattutto in spazi adeguati alla sua sola dignità e al suo puro ascolto. L’Arte-Garage, in qualità di ospite ben gradito di questa musica, ha intanto dimostrato d’essere non solo spazio funzionale d’arte e spettacolo ma anche quel giusto contenitore d’ascolto ricercato ed elitario adeguato a un Silvio Talamo e al suo “::giro..”.
Anna Stromillo








