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Suspance e canzoni, effetti e parole (s)connesse. Il noise-underground di Maxpetrolio in concerto ha chiuso al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo la seconda edizione della rassegna “Non so-stare” (Riflessi del sud): protagonisti quest’anno, Max Manfredi, Mesmerico, Francesco La Barbera, Nino Bruno & le Otto Tracce e Stella Diana. Diversità musicali a confronto per una rinnovata sperimentazione in note su un territorio difficile e talvolta sordo ai nuovi fermenti culturali. Ricercare nuove espressività appunto “per non sostare”, per navigare e puntare su ciò che di sperimentale va delineandosi in questo nostro tempo. Maxpetrolio e le sue “Discussioni in farmacia con animali abili”, suo secondo album ( seahorse-recording) ha coniugato con vigore e trasparenza la sua fumosa atmosfera noir post-industriale per un live che ha registrato in anteprima nazionale un teatro folto di pubblico invaghito del suo stravagante e inconsueto linguaggio de-strutturato. Una formula d’autore che la stampa specializzata ha vagamente accostato all’ormai lontano David Bowie o alla surreale avanguardia del grande Battiato all’epoca del suo incontro con Juri Camisasca. I suoi lamenti sono grida di dolore lanciati contro questo mondo in frantumi denotato dalla sua stessa s-naturata de-composizione esistenziale e strutturale. Petrolio per dire ciò attinge ad una lirica tratta da composti farmaceutici e parla di gomma xantan, colle viniliche, veleni e gasoli, ma anche di sovrastrutture chimiche, morte e trasformazione come a denuncia di un’anima rinchiusa dentro “..una stiva..”. Una sequenza d’immagini forti e devastanti espressi con ricercatezza e stupore narrativo sino a divenire un ossessivo viaggio nei meandri dell’incubo. A supporto una musica ripetitiva e agghiacciante, volutamente distorta e “slabbrata” nelle chitarre come l’incalzante suono a tratti convulso della batteria mentre il basso pare ri-suonare, decomposto, a morte. Un horror d’autore che si è ribattezzato nelle numerose accuse e polemiche come indicatore musicale dell’assurdo, ma che è riuscito, grazie anche ai numerosi blog raccolti nei suoi vari portali web, a far dell’interessante Maxpetrolio già “un noto pazzo”. Che la notorietà di un artista debba passare per queste vie? Noi intanto restiamo a guardare o meglio, ad ascoltare!

Anna Stromillo

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