E’ al suo ottavo album, “Musa” il titolo. Nuovamente prima donna, è di scena il sound della grande Marina Rei, voce black su sonorità jazz-pop e un disco tutto al femminile. Presentato alla Feltrinelli in un live “molto” acustico, asciutto diremmo. Una personalità inconfondibile per una forza interpretativa senza scampo che attanaglia di sensualità lo spettatore per un viaggio tormentato, profondo, sinuoso, doloroso e ironico, un viaggio-testimonianza. Un imprinting musicale fuori dagli schemi, come sempre ma che questa volta travalica le consuetudini d’autore intimiste e si affaccia forte e polemico come baluardo a difesa dei diritti civili e culturali delle muse, le donne. Brani intensi come “Musa” e “Sorrido” in cui la tenerezza espressiva fa da contrappeso al manifesto ironico di una performance maschile poco vincente definita “..fuga stonata..” ne “Il rovescio della cura” lasciano il passo alla donna-sposa e alla fanciulla nella filastrocca di “Regina Reginella”, mentre tutte sembrano stagliarsi come figlie impaurite su uno sfondo a tinte forti, imperiose nella rabbia ri-vendicativa del cult “Donna che parla in fretta”. Eseguito anche con vigore e maestria sul palco del 1° maggio romano in questo brano Marina, Restuccia all’anagrafe, è una nessuna e centomila donne insieme, ma tutte insieme, combattenti e felici d’essere, orgogliose e fiere di esistere e re-sistere semplicemente a un mondo in frantumi, fatto di stereotipi, violenza, soprusi e faciloneria d’approccio, un mondo sordo e poco complice a cui rispondono queste muse, queste donne che come in una miriade di sfaccettature sottili sono una sola. La Rei, già protagonista della scena musicale da anni, e con al suo attivo prestigiose collaborazioni artistiche ha caratterizzato da sempre la sua musica di sonorità vaganti e multiformi, diversificandosi, ma mantenendo tuttavia ferma la sua passione per le percussioni. E’ riuscita, movendosi con estrema eleganza ed agilità, a calcare il soul, l’acid-jazz, il rock-pop e l’elettronica approdando a quest’ultimo disco, scritto in collaborazione con Filippo Gatti, con coraggio e fermezza espressiva. Ma, mentre la ricordiamo all’ultima edizione del Festival di Sanremo in qualità di ospite con la Paola Turci nell’interpretazione in trio del brano di Gazzè “Il solito sesso” rendendole atto dei suoi numerosi successi come l’indimenticabile “Primavera” eseguito a piedi nudi come la sessantottina Sandie Shaw aggiudicandosi oltre 100.000 copie vendute e un disco di platino, la Rei è intanto in tour, e sarà il prossimo 21 giugno a San Siro per il mega-concerto “Amiche” per l’Abruzzo con ben 111 colleghe italiane. Le sue “Muse” hanno appena iniziato il proprio viaggio e nel dare il benvenuto a una buona novità discografica ci auguriamo di non dover sentire più che.. la musica non ha più nulla da dire!
Anna Stromillo








