Un disco curioso, stravagante e accattivante, ricercato e ammaliante. Il grande protagonista dell’indimenticabile fenomeno del “Napoletan power”, Enzo Avitabile, in una versione piuttosto inedita, asciutta, e.. appunto “napoletana”. Per un artista che ha quasi sempre composto in dialetto non parrebbe una novità ed invece l’innovazione c’è e si sente per intero.
Ha presentato il suo nuovo lavoro discografico ( sudarte ed.) alla Feltrinelli di P.zza dei Martiri e con un “acustico-veicolo” d’espressione in note ha donato “ il suo varo” ad una nuova pagina del suo percorso di ricerca artistica. Con l’ausilio della sola voce in compagnia della sua recente invenzione strumentale, un’arpina, si è lasciato ad un’esibizione dei suoi “canti e musiche nel cemento”. Nell’intero arco della sua variegata storia compositiva non ha mai toccato né interpretato cover, ma questa volta, per una precisa scelta di una quasi continuità di senso, atmosfere ed accordi ha dedicato alla immortale città partenopea una inedita versione di “Carmela” stravolgendone i connotati pur nel rispetto dei suoi tratti essenziali.
Tra il primo dei brani che apre il CD “Don Salvatò” e l’ultimo “Carmela” c’è infatti una regolarità verosimigliante del giro di accordi che sorprende fortemente l’ascoltatore e ne catalizza l’attenzione emotiva e sensoriale, nel preciso intento di rinnovare e restituire quel sound, quei colori. La sua passata e tuttora sopravvissuta coniugazione musicale dei “bottari”, la sua verve etno-world e l’immanente sacralità resiste al baluardo del suo cambiamento quando a chiusura del primo pezzo risuona una “nenia” scritta in occasione del venerdì santo. Una delicatezza melodica che affonda le sue radici nella musica popolare, nei canti di lavoro e nel dolore, a tratti onirico, che permea tutti i suoi splendidi dodici brani.
Il richiamo al grande Sergio Bruni e alla poesia del maestro Salvatore Palomba segna all’interno del suo viaggio come un’ impronta della sua incessante ricerca e sensibilità. Difficile in un’epoca in cui la napoletanità sembra essere ormai affidata alla tradizione o al processo “neo-melodico” riuscire a scrivere, comporre e sentire una simile musicalità che quasi come in una culla d’altri tempi ti rapisce senza lasciarti andare più.
Una bella novità discografica, egregia per la nostra tradizione in musica e di gran vanto per tutta quella “supponente” schiera di nuovo sound metropolitano. Senza negare il passato né recuperandolo in bieca restituzione da clone Enzo Avitabile ha dato nuovamente prova della sua purezza espressiva facendoci, anche solo per un attimo, ritornare ad essere fieri di una storia mai finita. Ma per non smentire la sua connaturata vena etno-world sarà ospite del grande Bob Geldof il prossimo 12 luglio a Summonte presso la sua XI ed. del tradizionale Festival “Sentieri Mediterranei” mentre live nel suo tour appena iniziato lo vedremo a Castel Sant’Elmo in settembre. Da non perdere.
Anna stromillo








